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Carmela Rozza e Pierfrancesco Majorino, oggi consiglieri regionali del Pd, accomunati dall’esperienza passata da assessori di Milano, hanno fatto  un sopralluogo attorno alla stazione di Rogoredo per constatare le condizioni di sicurezza dell’area di competenza delle Ferrovie dello Stato, diventata negli ultimi anni, dopo il risanamento del famigerato “boschetto della droga” da parte del Comune, il nuovo punto di spaccio e di consumo della droga.

 

“A 600 metri dalla metropolitana – spiega Rozza – ci sono diversi varchi nella recinzione dei binari usati dai tossicodipendenti per raggiungere gli spacciatori che hanno ricreato la piazza di spaccio sul sedime ferroviario. Un fatto gravissimo che mette a rischio la sicurezza della linea, delle persone che accedono ma anche dei ferrovieri che ci lavorano. Ma le aperture comportano anche un rischio terrorismo, perché chiunque può passare indisturbato e accedere ai binari, anche dell’alta velocità. E dire che in un tratto è stata messa una cancellata in ferro molto più imponente, alta ed efficace: ne serve una uguale lungo tutta la linea fino alla stazione. Chiedo al ministro Salvini, sempre pronto a parlare di sicurezza, perché qui, sul sedime ferroviario, che è di competenza del suo ministero, non si riescano a garantire condizioni di sicurezza all’altezza della situazione”.

 

“Siamo in una situazione paradossale – conclude Majorino – perché i varchi nella recinzione ci sono da moltissimo tempo, l’area non è minimamente tenuta in sicurezza ma il Governo continua a non intervenire. Perfino il rischio di sabotaggi può essere elevato. Salvini si limita a chiacchierare, ma poi lascia un’area di degrado a pochi metri dall’arena di santa Giulia che ospita le gare delle Olimpiadi. A Salvini dico che è ora di muoversi e mettere in sicurezza le recinzioni di quest’area”.

 

Proprio al termine del sopralluogo, alcuni operai di RFI sono arrivati per chiudere il varco principale con della rete arancione da cantiere, di plastica, fissata con del filo di ferro. “Non è certo una coincidenza – dichiara Rozza – ma è chiaro a tutti che una rete che si può rimuovere con delle forbici o con una tenaglia non può essere una soluzione”.

 

 

Pierfrancesco Majorino