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Ho avuto l’opportunità di visitare il “ghetto” di Borgo Mezzanone, situato a pochi chilometri da Manfredonia e non lontano da Foggia.
E’ uno degli insediamenti (ce ne sono decine in Italia) dove si concentrano lavoratori e lavoratrici della terra, dei campi.
Braccianti, impiegati in più attività e in particolare nella raccolta dei pomodori.
Gli stessi pomodori che finiscono, gustosi, nelle tavole delle nostre case.
Le loro, invece, di case, quelle appunto dei braccianti, sono baracche, roulotte riadattate, anfratti di fortuna.
Le abitano, tra corrente elettrica che non arriva e l’assenza dei più elementari servizi, alcune migliaia di persone che diventano, pensando a tutto il Paese, diverse decine di migliaia.
Di persone, appunto.
Provenienti in gran parte dall’Africa.
Donne e uomini, per circa due terzi “irregolari”, utili a ingrassare il mercato del sommerso attraverso un meccanismo perverso.
Quale? Semplicissimo .
Il lavoratore irregolare, infatti, non può che essere impiegato in nero.
E questo vuol dire evasione fiscale e sfruttamento.
Capite cosa intendo dire?
Che in Italia, mentre si chiacchiera a sproposito di invasioni da fermare, si tollera da anni e anni un sistema fondato sulla totale assenza di legalità.
Con imprenditori -italianissimi eh- che ci mangiano, caporali, schiavi ricattabili e infiltrazioni criminali.
So che per il dibattito attuale tanto in voga sembro matto ma è questa la vera emergenza migratoria.
Non “l”altra”.
Da almeno vent’anni infatti migliaia di lavoratori sottopagati non vengono regolarizzati e ciò alimenta paghe da fame e affari di pochi.
Come se non bastasse il governo sta riuscendo nel capolavoro assoluto di perdere i fondi del PNRR che erano stati stanziati per avviare un risanamento e una rigenerazione dell’area, per iniziare a superare le baraccopoli e offrire condizioni dignitose ai lavoratori per i quali contestualmente andrebbe pensato un grande piano di “emersione” e regolarizzazione.
E invece niente. Quei fondi stanno svanendo, la logica della Bossi Fini ce la teniamo e nel frattempo c’è chi affonda i propri stivali nel fango e tra le carcasse d’auto (ma il sugo è buonissimo eh!).
Insomma: uno scandalo assoluto rispetto a cui, al fianco del PD di Foggia e degli amministratori, del sindacato e soprattutto proprio delle lavoratrici e dei lavoratori daremo battaglia.
Pierfrancesco Majorino