Io spero che sul fine vita ci sia la possibilità di riavviare il discorso anche in Consiglio regionale, ma penso che la scelta migliore la
debba fare il Parlamento, nel senso che la legge nazionale è certamente l’opzione più forte. Però il ragionamento che facciamo è che, se non
c’è la legge nazionale, ci sia almeno un intervento legislativo a livello di Regione Lombardia.
Ci appelliamo davvero al centrodestra perché sia disponibile al dialogo per far sì che ci sia una legge regionale in modo tale da evitare di
lasciare le persone da sole in un momento così delicato della propria esistenza.
La legge nazionale è certamente la soluzione principe. Se non arriva perché la destra non riesce a superare il suo impasse, allora crediamo che
ci siano tutte le ragioni per intervenire a livello regionale perché si è di fronte a un vuoto.
Da anni sul ‘fine vita’ la Giunta lombarda continua a fare avanti e indietro ed è evidente che cerca di avere due posizioni contemporanee.
La verità è: il centrodestra vuole fare una legge nazionale? La faccia e saremmo i primi a sostenere questo tipo di ipotesi. Ma se non c’è una
legge nazionale, come si può pensare di lasciare da sole le persone? Questo è il punto vero.



