Da Roma a Milano, da Bologna a Napoli, da Lecce a Pavia: la mobilitazione delle studentesse e degli studenti contro il caro casa e per il diritto allo studio, in tenda nelle piazze e davanti alle università, è un grido d’allarme fortissimo.
Il costo insostenibile dell’abitare colpisce il diritto al presente e al futuro: giovani che non possono studiare, che non possono diventare indipendenti, che non possono mettere su famiglia.
Gli studentati sono ancora troppo pochi e, spesso, costosissimi; gli affitti di stanze e appartamenti corrono senza freni. A questo, ovviamente, si aggiungono anche tutti gli altri rincari: bollette, trasporti, spesa.
Ricordo che, in Lombardia, da anni perdura anche lo scandalo dei cosiddetti “idonei non beneficiari”: ragazze e ragazzi che avrebbero tutti i requisiti per ottenere una borsa di studio, ma che se la vedono negata per mancanza di fondi da parte della Regione.
Un Piano Casa nazionale, un piano autentico e non quella presa in giro del Governo, dovrà prevedere anche più alloggi pubblici per studentesse e studenti, affitti accessibili e risorse certe per il diritto al sapere.
C’è una nuova generazione che viene buttata fuori dal proprio tempo. Dobbiamo ascoltarla e sostenerla.




