Non possiamo perdere altro tempo. Sul fine vita, il cosiddetto “suicidio assistito”, tema importante, delicato e perfino drammatico, serve un intervento del Parlamento.
È arrivato il momento in cui la politica si assuma la responsabilità di riconoscere la libertà di scelta delle persone.
Oggi, nel nostro Paese, manca una legge chiara che stabilisca procedure, tempistiche e modalità ma il suicidio assistito è, nei fatti, lecito dopo una sentenza della Corte Costituzionale. Un vero e proprio vuoto giuridico che va avanti da troppi anni e che impedisce di disporre di regole chiare e certe su di un tema tanto complesso.
Come Gruppo del Partito Democratico, abbiamo parlato di questo con associazioni, esperti e parlamentari perché abbiamo bisogno di una legge nazionale, ma la destra continua a non volerne parlare, quindi tocca a noi, serve intanto una legge regionale come fatto in Toscana, per affrontare questa grande complessità con la giusta delicatezza e contemporaneamente fornendo soluzioni e risposte al grande vuoto e al grande caos che oggi si avverte.
La destra lombarda ha già bocciato il primo tentativo per realizzare una legge regionale. Una scelta vergognosa. Ma noi continuiamo a lottare.