Il bullismo di governo operato da Giorgia Meloni ai danni di bambine e bambini, figli di famiglie di immigrati, è terribile.

Un messaggio allucinante che parte da un tema vero per stravolgerlo.

La Presidente del Consiglio, impaurita da Vannacci e non certo interessata al destino dei “piccoli” del Paese, ha detto infatti delle cose orribili, trattando nel modo più sbagliato una questione delicatissima.

E cioè: come accorciamo le distanze? Come aiutiamo la Scuola, totalmente abbandonata in questi anni dallo stesso governo, a svolgere la funzione di ascensore sociale? Come la rendiamo più inclusiva, per usare le parole del Presidente Mattarella?

Non ci vogliono segregazioni, ci vogliono politiche educative a sostegno di tutti.

Lo stanno spiegando in queste ore presidi, insegnanti, pedagogisti, che ricordano, peraltro, che l’indicazione sulle “percentuali” è già presente.

In alcuni quartieri delle nostre città il problema è quello di evitare che ci sia la scuola dove si iscrivono gli “italiani” e la scuola dove finiscono gli altri.

E quindi il punto è totalmente rovesciato.

Dobbiamo evitare i ghetti.

Un messaggio molto differente da quello fornito da un governo che poi, in fase reale e concreta, realizzerà l’ennesimo provvedimento farsa, ma micidiale sul piano dei valori.

Dobbiamo aiutare le scuole, gli insegnanti, potenziare l’insegnamento della lingua italiana per i genitori e le famiglie.

Ma allora parliamo di questo.

 

Pierfrancesco Majorino